Rignano sull’Arno

Rignano sull’Arno si estende in un’ansa formata dal fiume Arno prima di arrivare a Firenze. Sorge in un territorio ricco di storia, cultura, in una cornice fatta di dolci colline coltivate a vigneti e oliveti, in un contrappunto continuo di abitativi e di importanti testimonianze storico – artistiche. Rignano ha origini antiche, già gli etruschi e i romani abitavano i rilievi lungo direttrici stradali dell’epoca, prima di insediarsi più in basso in epoca medievale, e come ricordano documentazioni verso l’anno 1000, Rignano è sorto proprio intorno ad un attraversamento fluviale.
Una posizione strategica, una natura generosa, un fiume importante, una grande vocazione agricola, che nel medioevo richiamò ad investirci nobili famiglie fiorentine e importanti istituzioni religiose: tutti presupposti per essere e continuare ad essere un “Crocevia di Cammini”, lungo antichi itinerari di collegamento fra Firenze, il Valdarno e Arezzo. Un territorio attraversato, vissuto, abitato, da attraversare e scoprire nelle sue sfumature di verde, partendo dal capoluogo, con il suo ponte mediceo, intorno a cui si è sviluppato l’abitato, e nelle diverse località: da San Donato in Collina a Volognano e Rosano, con pievi, ville, torri, castelli e con testimonianze archeologiche, che non finiscono di stupire.

Ed ecco le antiche pievi: la Pieve di San Leolino, l’Abbazia benedettina di Santa Maria di Rosano, la Pieve di San Lorenzo a Miransù, nei pressi di Castiglonchio, la Chiesa di San Cristoforo in Perticaia, la Pieve di San Pietro in Perticaia; ecco la settecentesca Villa di Torre a Cona, la Torre del Pian dell’Isola, antica torre di avvistamento, ed ecco gli scavi archeologici di età medievale del “Castelluccio di Rignano”. Ecco ancora il Castello di Volognano con la chiesetta di San Michele a Volognano.

Durante gli ultimi lavori di restauro alla chiesa nel corso degli anni’80, è stata scoperta una piccola cripta paleocristiana e un vano annesso, più basso di due scalini. Lungo il lato destro della chiesa di San Piero si è conservato anche il chiostro che consiste in una serie di archi che poggiano sopra semplici pilastri di pietra. Al centro del chiostro vi è il pozzo. La chiesa ospita un bel trittico attribuito al Maestro dell’Incoronazione Christ Church (fine secolo XIV, proveniente dalla vicina chiesa di Torri e un Crocifisso ligneo di pregevole fattura di scuola fiorentina (fine XV secolo – inizi XVI secolo).

Torre a Cona: villa settecentesca di rara eleganza e suntuosità

L’ insediamento di Torre a Cona è testimoniato già nel 1066 d.C. ed era conosciuta come Castello di Quona. Raso al suolo, con la sola eccezione della grande torre del XII secolo, fu ricostruito tra il XII secolo e il 1750.
Alla fine del 1800 Torre a Cona aveva nella tenuta e nel castello gli storici mulini a vento, come si evince dalle rappresentazioni in vari dipinti. L’attuale sistemazione fu voluta dai marchesi Rinuccini, storica famiglia di Firenze, arricchitasi con la mercatura, che poi a metà del XIX secolo la cedette ai marchesi Trivulzio di Milano che trentaquattro anni dopo, nel 1882, la consegnarono al barone Padoa. L’ultimo passaggio di proprietà avvenne nel 1937, anno in cui la villa passò ai Conti Rossi di Montelera.
Durante la II Guerra Mondiale la villa fu dapprima quartier generale dell’esercito Tedesco e poi dall’estate del 1944 passo’ in mano agli Inglesi che la usarono anche come ospedale.
Nelle cantine di Torre a Cona durante la guerra erano protette varie opere di Michelangelo e Donatello, incluse le statue delle Cappelle Medicee e del Duomo di Firenze. La conoscenza che fossero presenti queste opere d’arte risparmio’ Torre a Cona dai bombardamenti.
Dopo la II Guerra Mondiale la famiglia Rossi di Montelera ne riprese il possesso e intraprese l’opera di restauro e manutenzione continuata fino ad oggi. La nuova generazione ha intrapreso un progetto di gestione turistica e vitivinicola per condividere questa magnifica tenuta con i turisti che visitano Firenze e la Toscana.

Castelluccio di Rignano

Scavi archeologici del “Castelluccio di Rignano” (XI sec, archeologia medievale): questo sito incastellato, nella tenuta rignanese della Fattoria di Pagnana, rappresenta una area archeologica di età medievale. Il piccolo insediamento, già documentato nel 1086 come Castellum de Regnano, controllava grazie alla sua posizione in alto gli attraversamenti dell’Arno in corrispondenza della viabilità che collegava fin dall’antichità il Valdarno alla piana fiorentina, tanto che era rivendicato dalla città di Firenze durante i secoli centrali del Medioevo per il suo essere strategico.

E’ un sito guida di un Progetto di ricerca dell’Università di Firenze, in cui il Castelluccio di Rignano rappresenta il ‘sito-guida’, per studenti di archeologia che si formano nella pratica dello scavo e nello studio dell’edilizia medievale.

Castello di Volognano: origine XI sec, distrutto e ricostruito in forme neogotiche) e chiesetta di San Michele a Volognano (XI sec)

La chiesa di Volognano risale con ogni probabilità all’XI secolo.
La storia della chiesa è legata alla storia del castello omonimo: posto alla sommità di una collina, il castello appare oggi trasformato in una villa dai connotati neogotici e il Castello è anche struttura ricettiva.

La chiesa, di modeste dimensioni, è inglobata nel castello e anch’essa è stata ristrutturata in forme neogotiche alla fine del secolo scorso. L’interno ha un’unica navata con due altari laterali, mentre nella zona presbiterale si apre sulla destra una cappella e un semplice coro ligneo è posto al termine della chiesa. Fra le varie opere d’arte troviamo una grande pala d’altare raffigurante la Madonna della Cintola attribuita a Domenico di Bartolomeo Ubaldini detto il Puligo, la Madonna col Bambino e santi di Mariotto Albertinelli.
la tavola di Lorenzo di Bicci con la Madonna col Bambino databile tra il 1385 e il 1390 recentemente restaurata e collocata nella nicchia alla sinistra dell’altare maggiore. Nella cappellina alla destra dell’altare maggiore si può vedere un bel ciborio in legno intagliato e dorato della fine del Cinquecento, mentre, sulla parete sinistra campeggia una tela tardo-settecentesca rappresentante la Madonna Assunta e angeli

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