Reggello

Reggello si estende dalla valle dell’Arno fino alle pendici della dorsale montana del Pratomagno attraversando la Riserva di Vallombrosa, che offre suggestivi luoghi di contemplazione come la maestosa Abbazia e curati sentieri, che conducono alle numerose cappelle disseminate nel bosco o a tesori naturalistici, come l’albero più alto d’Italia o la vicina Foresta di Sant’Antonio.

Il panorama si disegna attraverso vere e proprie sculture cesellate nella natura: le Balze, il cui colore giallo ocra contrasta con l’azzurro del cielo e l’argento degli olivi, coltura fondamentale di questa zona, che regala un olio unico per la bassa acidità e le caratteristiche organolettiche particolari.

Ogni borgo ha una storia da raccontare o un luogo d’arte da scoprire: La Pieve di Cascia con il suo Museo di Arte Sacra dove è custodito il Trittico di Masaccio, ritrovato in una chiesetta sulla Strada della Setteponti; Leccio con il parco e il castello di Sammezzano, il più importante esempio di architettura orientalista in Italia o Saltino, stazione climatica, meta dei viaggiatori aristocratici del Grand Tour del 1800-1900.

Reggello: Vallombrosa

VALLOMBROSA

Vallombrosa, con la sua Riserva, è un museo naturalistico a cielo aperto, che ospita un’ampia varietà di piante, tanto che per il suo valore ambientale nel 1977 è stata riconosciuta Riserva Biogenetica Naturale. È il luogo ideale per trascorrere il tempo immersi nella natura, visitando gli Arboreti sperimentali con la loro collezione dreondologica, facendo passeggiate lungo i sentieri di abeti bianchi o attraversando percorsi, che possono condurre all’albero più alto di Italia, un abete di Douglas di 62,45 metri.

La storia di Vallombrosa è strettamente legata all’ordine monastico, poiché Giovanni Gualberto, monaco fiorentino di nobili origini trovò nella località di Acquabona il luogo ideale dove fondare l’ordine dei Vallombrosani, basato sulla regola benedettina “ora et labora”.

Imponente è l’Abbazia, con il museo, la biblioteca e la farmacia, che ha richiamato grandi artisti come il Perugino, John Milton, Alphonse de Lamartine, William Wordsworth, Mary Shelley, D’Annunzio e l’Ariosto.

Nel cortile interno dell’abbazia si trova una targa commemorativa, apposta nel 1921, che celebra la figura di Dante Alighieri.

La Pieve di San Pietro a Cascia sorge lungo quella che era la via consolare Cassia Vetus, oggi strada Setteponti. L’aspetto odierno in stile romanico risale alla fine del XII e l’inizio del XIII secolo e l’interno a tre navate è diviso da pilastri e colonne nei cui capitelli sono scolpite figure di uomini e animali dai significati simbolici. Nei locali adiacenti la Pieve si trova il Museo Masaccio d’Arte Sacra, che ospita una preziosa collezione di dipinti dal Quattrocento al Novecento, oggetti ecclesiastici e paramenti sacri. Una sala è dedicata al Trittico di San Giovenale, la prima straordinaria opera del pittore Masaccio datata 23 Aprile 1422 e nella quale il Rinascimento appare in tutte le sue prime innovazioni artistiche.

Reggello: Trittico

La tradizione culinaria di Reggello vede protagonista l’olio Extravergine di Oliva. L’altezza delle olivete, il clima temperato e la peculiarità della terra – un terreno quasi unico in Toscana con un basso contenuto di calcare e uno elevato di quarzo – rendono l’olio con caratteristiche organolettiche particolari e una bassa acidità. Il sapore pizzichino ben si sposa con i fagioli zolfini e il pregiato cecino rosa. Ogni anno l’Oro Verde è presentato nella storica Rassegna a Novembre, ed è possibile assaggiarlo nei frantoi e presso i numerosi produttori.

Scoprire Reggello significa immergersi nella natura fra Riserve e aree naturali protette, paesaggi unici, fatti sì di morbide colline con olivete, ma anche delle aguzze Balze. Significa immergersi nella storia: dagli etruschi, ai romani ai longobardi, come ci ricordano i numerosi toponimi, passando per il Rinascimento di Masaccio, che qui ha dipinto la sua prima straordinaria opera, per arrivare al presente, dove la vivacità artistica e gli antichi saperi incontrano le moderne tecniche della lunga tradizione olearia.
Una scoperta di tesori fatti di arte, natura e storia

Museo Masaccio di ARTE Sacra
Nei locali adiacenti alla romanica Pieve di San Pietro a Cascia (XII – XIII secolo), a cui si arriva dal centro storico del capoluogo, vi è il Museo Masaccio d’Arte Sacra, che ospita una preziosa collezione di dipinti dal Quattrocento al Novecento, oggetti ecclesiastici e paramenti sacri. Una sala è dedicata al Trittico di San Giovenale, opera prima del pittore Masaccio datata 23 Aprile 1422 e raffigurante la Madonna in trono col Bambino, due angeli e i santi Bartolomeo e Biagio, Giovenale e Antonio abate. Il Rinascimento appare qui in tutte le sue prime innovazioni artistiche, dagli insegnamenti prospettici di Brunelleschi alle forme scultoree di Donatello. Gli importanti elementi di novità presenti nel Trittico – come la prospettiva e i personaggi dall’aspetto vivo e reale – fanno di questo dipinto un’opera rivoluzionaria per il suo tempo e ancora oggi straordinariamente moderna.
A pochi passi dal Museo si trova inoltre lo spazio espositivo della “Fondazione Dante Arte alla Casa Bianca” e da qui passava l’antica via Cassia Vetus – oggi chiamata in questo tratto Setteponti – che attraversa gran parte del territorio comunale e lungo la quale si affaccia, oltre a quella di Cascia, anche la Pieve di San Pietro a Pitiana, poi la chiesa di Sant’Agata ad Arfoli oltre a ville storiche e frantoi.

Abbazia di Vallombrosa
Natura e storia si intrecciano a Vallombrosa, nel cui cuore della Riserva Naturale Biogenetica sorge la millenaria Abbazia dei monaci, fondata da San Giovanni Gualberto. L’edificazione del complesso monastico ebbe origine nel 1038 e nei secoli successivi la struttura continuò a arricchirsi fino ad assumere l’aspetto odierno. Sul lato sinistro si accede al Museo d’Arte Sacra e poco distante si apre un grande prato per godere di freschi picnic. Intorno all’Abbazia si snoda il Circuito delle Cappelle fino su al Paradisino, Eremo delle Celle, da cui si ammira uno straordinario panorama.

Natura: sentieri, foreste, alberi, arboreti
Lungo i numerosi sentieri per trekking, alcuni adatti anche per passeggiate a cavallo o con mountain bike, si incontrano gli abeti bianchi, simbolo distintivo di Vallombrosa e la cui storia è legata sia ai monaci che al Corpo Forestale dello Stato – oggi Carabinieri Forestali – che si sono succeduti nella cura della foresta. A Vallombrosa sorse nel 1869 la prima Scuola Forestale Italiana e San Giovanni Gualberto è dal 1950 il Santo patrono dei Forestali d’Italia.
Da questa oasi di quiete passano molti cammini tra i quali quelli dedicati a Dante Alighieri e a San Francesco d’Assisi. La foresta ospita inoltre gli Arboreti Sperimentali, tra i più noti d’Europa, e lungo il sentiero dei Giganti d’Italia svettano i due alberi più alti della penisola. Il primo classificato è un abete di Douglas di 62,45 metri. La rete escursionistica di Vallombrosa è inoltre connessa con la vicina Foresta di Sant’Antonio ai cui piedi si trova il Centro Visite delle Aree Protette del Comune di Reggello in località Ponte a Enna. Insieme all’Area Naturale Protetta delle Balze, guglie naturali color giallo ocra dalle impressionanti prospettive, formano un’ampia offerta per gli amanti del trekking.

Per chi invece preferisce lo shopping, nella frazione di Leccio si trova il The Mall Luxury Outlet. Da qui si intravede il Castello di Sammezzano, il più importante esempio di architettura orientalista in Italia, al momento di proprietà privata e non visitabile.

Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica Reggello
Via Carnesecchi tel. 055 8669236
informazionituristiche@comune.reggello.fi.it
Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica Saltino
Via San Giovanni Gualberto
prolocosaltinovallombrosa@gmail.com

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