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Premilcuore

Adagiato sulle prime balze del Monte Arsiccio e delimitato da una stretta ansa del Rabbi, l’antico borgo di Premilcuore conserva pressoché intatta la struttura urbanistica medievale (emergono i resti del castello e il borgo fortificato).
Già possesso della famiglia dei conti Guidi di Modigliana, Premilcuore si consegnò a Firenze nel 1375.
Da quell’anno al 1923 il paese resterà stabilmente nell’orbita fiorentina. Tale dipendenza è visibile nella semplicità compositiva delle facciate delle case, nell’uso della pietra a incorniciare le finestre e i frontali d’ingresso. Ancor più l’influenza architettonica toscana è riscontrabile negli edifici nobiliari (Palazzo Briccolani e Palazzo Giannelli), nella Pieve di S. Martino e nella chiesa di S. Lorenzo.
Dal punto di vista naturalistico si segnala che Premilcuore è uno degli undici Comuni del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Nel paese vi è la sede di un Centro visita dell’area protetta e del Museo della Fauna del Crinale Romagnolo e dei Sensi.
Grazie alla bellezza del centro storico, alla qualità dell’ambiente e dei servizi turistici, Premilcuore è stato inserito dal Touring Club Italiano fra i Comuni “Bandiera Arancione”.

Premilcuore è inserito nella splendida cornice del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, uno dei complessi forestali più antichi e importanti d’Europa, che comprende la Foresta della Lama e la Riserva naturale integrale di Sassofratino, un santuario delle natura premiato più volte dal Consiglio d’Europa e, da luglio 2017, Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Il Parco si estende per circa 36.000 ettari a cavallo dell’Appennino Tosco-Romagnolo, tra le Provincie di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze.
Si tratta di un territorio con centri abitati ricchi di storia e di testimonianze artistiche e architettoniche, che si offrono al visitatore in una meravigliosa cornice naturale, ricca di flora e di fauna, tra cui spicca la più importante popolazione di lupo dell’Appennino settentrionale, nonché l’eccezionale presenza di cinque specie di ungulati: cinghiale, capriolo, daino, cervo e muflone.
Premilcuore è circondato da uno straordinario manto verde secolare, con foreste imponenti, boschi estesi, una grande ricchezza e varietà di specie vegetali e animali.
A Premilcuore è da segnalare la curata rete escursionistica, che ti permettere di attraversare un territorio di altissimo valore ambientale e culturale, alla scoperta di una ricca vegetazione, di panorami mozzafiato, vecchi pascoli e ruderi di case contadine abbandonate.
Molteplici sono le possibili escursioni per quanti vogliono vivere a stretto contatto con la natura, da quelle più semplici alle più impegnative, per soddisfare gli appassionati di trekking a piedi, a cavallo, in bicicletta, mentre nella stagione invernale vi è la possibilità di programmare escursioni sulla neve con le ciaspole.
In paese è presente poi un Centro Visita del Parco e Museo della “Fauna e dei Sensi”, in cui il tema dominante è la fauna che popola i boschi, le radure e i corsi d’acqua del territorio del Parco.

Il fiume Rabbi è sempre stato una risorsa per Premilcuore con le sue grotte, pozze fresche nelle quali tuffarsi e grossi sassi piatti e levigati sui quali stendere un telo e prender il sole, lasciandosi cullare dal rumore dell’acqua che scorre.
Fra i luoghi fluviali più belli sono da segnalare la Gorga delle bisce, la Sega ma soprattutto la Grotta Urlante, un paradiso dove gli unici rumori sono lo scrosciare dell’acqua che si getta impetuosa tra le rupi. Questo luogo, fra i più suggestivi della zona, si trova in località Giumella, sotto quello che anticamente era chiamato “Ponte a scanno”, poi denominato “Nuovo” per distinguerlo da un ponte più antico crollato. Il ponte fu costruito intorno al XVII secolo e costituisce il punto di attraversamento del fiume Rabbi della antica strada fiorentina: è formato da un’unica arcata di 16 metri che si eleva su una gola dove le acque del fiume precipitano in un gorgo profondo detto “La grotta urlante”. Ad una estremità del ponte si trova un’antica gualchiera, dove venivano lavorati panni di lana.

Anticamente il fiume Rabbi e i sui affluenti muovevano le pale di decine di mulini. Oggi ne sono stati recuperati due, grazie alla passione e alla dedizione dei proprietari delle strutture: il mulino Biondi di Castel dell’Alpe e il mulino Mengozzi.
Il mulino Biondi sorge sulla confluenza del fosso di Pian dell’Alpe nel fiume Rabbi e prende acqua da entrambi. Distrutto da una piena del 1683 è stato ricostruito in una posizione meno minacciata dalla furia del fiume.
Il Mulino Mengozzi, nelle vicinanze della località di Fiumicello, fu abbandonato nel 1963 dopo secoli di attività. Oggi il mulino è funzionante in ogni sua parte: dal generatore di corrente elettrica alla piccola mola di pietra utilizzata per arrotare lame e coltelli.
La struttura si trova lungo un Sentiero Natura del Parco delle Foreste Casentinesi, percorso dedicato alle tracce lasciate dall’uomo nell’ambiente.

CENTRO STORICO DI PREMILCUORE

Il centro storico di Premilcuore corrisponde, in buona parte, all’antico borgo fortificato medievale, le cui mura racchiudono ancora oggi belle case in pietra attentamente restaurate e tortuose stradine pavimentate in lastre di arenaria. Sovrasta il borgo la rocca, più volte rimaneggiata, con impianto a recinto poligonale e la la torre del mastio aderente al lato che guarda a monte. All’interno del borgo si accedeva attraverso la Porta Fiorentina, simbolo del paese, che fu costruita in epoca medievale, probabilmente ai tempi dei Conti Guidi di Modigliana. Di impronta toscana due/trecentesca, è alta circa ventuno metri ed è a pianta quadrangolare-trapezoidale. La cella campanaria con le sue quattro finestre arcuate è antica, mentre i merli e i beccatelli sono un’aggiunta degli anni Venti del Novecento. Sotto la cella campanaria si conserva un bel orologio meccanico del 1593. Il suo motore è costituito da due massi che svolgendo la lunga corda di canapa per tutta l’altezza della torre imprime il movimento rotatorio all’asse e agli altri meccanismi dell’orologio.
All’interno del circuito delle mura e nelle immediate vicinanze si ergono prestigiose dimore gentilizie, come Palazzo Briccolani in piazza Ricci e Palazzo Giannelli. Da segnalare anche, nel quartiere delle Balducce, il piccolo oratorio del Mogio, ubicato in una singolare posizione a ridosso dell’argine del fiume Rabbi.

LA CHIESA DI S. LORENZO
La chiesa di S. Lorenzo sorge in prossimità delle antiche mura del castello medievale di Premilcuore. Forse in origine era la cappella del castello, edificio menzionato in documenti del XIII secolo.
L’attuale aspetto è dovuto al restauro del 1676 e, soprattutto, a quello del 1750. L’esterno dell’oratorio si presenta interamente intonacato, con una facciata dalle sobrie linee architettoniche, ingentilita dagli elementi in arenaria del portale e della finestra che si apre al livello superiore. La semplicità dell’interno, a navata unica, dialoga e si armonizza con l’elegante altare settecentesco, contenente la pala raffigurante la “Madonna del Rosario con S. Domenico e S. Caterina” del pittore fiorentino del XVII secolo Francesco Curradi, e che costituisce una delle opere d’arte di maggior pregio del paese.
Ai fianchi dell’altare le statue di S. Martino, patrono di Premilcuore, e di S. Lorenzo.
Nella sacrestia è conservata una “Sacra Famiglia con S. Anna e S. Giovannino”, attribuita al pittore toscano Santi di Tito (1536-1603) e proveniente dalla chiesa abbandonata di Rio dei Campi.

PIEVE DI S. MARTINO
La chiesa parrocchiale di S. Martino, posta appena fuori dal centro, oltre l’antico borgo di Marciolame, è il monumento di maggior pregio del paese.
Secondo la tradizione la chiesa fu edificata nel Medioevo sulle rovine di un preesistente tempio pagano dedicato a Diana.
L’elegante edificio tardo rinascimentale di impronta toscana che oggi ci appare è il frutto di diversi restauri e rifacimenti (un significativo intervento è stato realizzato, fra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, a seguito del terremoto del 1918).
L’interno ha una spazialità tipicamente rinascimentale, con pianta basilicale a tre navate. Le pareti laterali sono arricchite da altari barocchi, contenenti pregevoli opere artistiche.
Da segnalare una “Madonna del Carmine” di Jacopo Vignali da Pratovecchio (1594-1664), la “Presentazione della Vergine al tempio” (olio su tela di ambito toscano della fine del XVI secolo), il dipinto raffigurante la Madonna Assunta fra gli angeli e i Santi Martino, Macario e Rocco (XVI secolo).

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