Montemignaio

Montemignaio è un borgo da scoprire, un luogo adatto per sostare, un posto ideale per riflettere ed immergersi nella natura, nell’alto Casentino. Per andare da Firenze a Montemignaio si può passare dalla Consuma, ed il paesaggio che si incontra è davvero impareggiabile: i boschi, le montagne, i torrenti, il Castello, la Pieve, i terrazzamenti. Altra via per arrivare a Montemignaio è tramite Vallombrosa, posta all’interno di una Riserva Naturale Biogenetica: di notevole interesse vi sono gli Arboreti Sperimentali e la storica Abbazia. Percorrendo la strada panoramica sul crinale del monte Secchieta, (sia a piedi che in bici, a cavallo o in auto), si giunge al parco eolico. A 1500 metri di altezza si stagliano al cielo tre pale, nello scenario mozzafiato tipico della montagna. Il sentiero Cai 00 serpeggia e divide due province, Arezzo e Firenze, e due versanti, quello aspro e frastagliato valdarnese, più dolce e tondeggiante quello Casentinese. Più a sud, proprio sotto i nostri piedi si apre Firenze: sembra quasi di poterla toccare da lì, quanto è vicina e piccola in confronto alla montagna. E poi le Apuane, i monti Pistoiesi, a volte anche il mare. La sua rigogliosa natura offre molteplici percorsi organizzati, mantenuti grazie al lavoro del Gruppo CAI Namastè, che permettono le più svariate attività, quali trekking, escursioni in bici e a cavallo, e permettono di apprezzare un territorio che riserva importanti motivi di interesse, sia naturalistico che storico architettonico.

Sotto il nome Montemignaio si raggruppano vari insediamenti sviluppatisi intorno ai centri di Castel Leone e della Pieve di S. Maria Assunta. I nuclei abitati si trovano sulle pendici della montagna che sovrasta il paese, il monte Secchieta, fino a protendersi con un promontorio sulla valle del Casentino. Il Castello, che domina il panorama e si staglia sopra i monti e le piccole case in pietra sparse nel territorio, la piazza principale, i borghi: tutto sembra fatto per prendersi tempo per riposare. Il paesaggio è circondato da coltivazioni di patate, di abeti (gli alberi di Natale più famosi della Toscana) e da innumerevoli piante di castagno, arricchito da un fitto reticolo idrografico.

Sono presenti numerose Chiese tra cui spiccano la Pieve, risalente al XII secolo, che custodisce una terracotta robbiana e alcuni dipinti di pregio, e il suggestivo Oratorio della Madonna delle Calle, immerso nel verde. La zona è stata importante per i Romani ed è testimoniato dalla strada romana che proveniva da Arezzo attraversando il Casentino. Nel Medioevo è accertata l’occupazione longobarda, di cui rimane traccia nella attuale torre campanaria della Pieve. Nel XII secolo ci fu il fenomeno dell’Incastellamento: si affermava il potere di una famiglia nobiliare (in Casentino i Conti Guidi), e questo potere era testimoniato dalla presenza di numerosi castelli, che comunicavano fra di loro.

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