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Dicomano

Nel punto in cui il fiume Comano si getta nella Sieve,  tra Mugello e Valdisieve, sorge il paese di Dicomano.  Scelto in origine dagli Etruschi e fortificato in seguito dai Romani, nella storia, è sempre stato luogo di incontro e di scambio per la sua collocazione geografica centrale rispetto alle vie di collegamento.

Già a partire dagli Etruschi, i resti del poderoso perimetro quadrangolare rinvenuti nell’area archeologica di Frascole segnano la presenza di una residenza fortificata posta probabilmente a controllo e difesa della strada proveniente dal Casentino.

Ai piedi dei più importanti passi verso la Romagna, la sua posizione ha giocato un ruolo indiscutibile anche come porta d’accesso della Repubblica Fiorentina sul versante adriatico. La stessa architettura più antica, caratterizzata dai portici, testimonia visivamente gli intrecci culturali e non solo economici con l’altro versante appenninico.

Lo stesso Dante Alighieri attraversò il paese di Dicomano per raggiungere la Romagna, quando fuggiasco ed esiliato abbandonò la città di Firenze.

Curioso conoscere che tra il 1300 ed il 1700 Dicomano deteneva addirittura un porto fluviale sul torrente Comano da cui partiva il legname dell’attuale Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, per i cantieri navali di Pisa e Livorno.

Dicomano, anche ai giorni nostri, mantiene la funzione di importante snodo commerciale e grande mercatale , e per questo ancora oggi il tradizionale mercato settimanale del sabato mattina è tra i più frequentati e apprezzati della zona.

Molto apprezzati sono anche i vini delle sue dolci colline (vini biologi, biodinamici e Chianti Rufina) coltivati con passione sin dall’epoca etrusca, consigliabile una visita con degustazione in una delle varie cantine. Anche l’allevamento di carne bovina e l’agricoltura in generale rivestono un ruolo non indifferente per l’economia del paese, a cui vien reso merito ormai da anni con la Fiera di Maggio (fiera del bestiame)e la Fiera d’Ottobre (fiera dei frutti dell’autunno).

Di sicuro interesse storico è la Pieve di Santa Maria, la cui origine probabilmente risale al V secolo sopra i resti di un precedente tempio pagano e l’Oratorio di Sant’Onofrio, elegante edificio neoclassico progettato da Giuseppe De Rosso per conto della famiglia Dalle Pozze di Dicomano.

Imperdibile è il suggestivo Museo Archeologico Comprensoriale del Mugello e della Val di Sieve, ubicato al piano terra del palazzo del municipio nella grande piazza centrale del paese. Il Museo è il risultato di 30 anni di ricerche archeologiche e vanta una raccolta di “prove storiche” di siti del Mugello e della Valdisieve riferibili dall’età della Preistoria a quella del Rinascimento con particolare attenzione all’epoca Etrusca. Un gran contributo in termini di reperti lo danno gli scavi archeologici di Frascole, visitabili gratuitamente ogni domenica e festivi da Maggio ad ottobre.

Entrando in questo questo piccolo ma ricco luogo di storia si scopre che Dicomano nel mondo antico aveva contatti con l’Europa e il Medio Oriente.  Impressionanti ed uniche le stele e i cippi funerari decorati con rilievi di uomini e donne di VI°-V° sec. a.C., i signori etruschi del Mugello!

Nel 900 Il nucleo storico del paese, fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1919 e dai bombardamenti della II Guerra Mondiale con conseguente declino per tutta l’economia della zona. Nel dopoguerra il paese fu ricostruito a partire dal 1946, secondo il piano urbanistico dell’architetto Leonardo Savioli.

L’Area Archeologica etrusca di Frascole, oltre ad essere luogo d’interesse storico-archeologico (l’unico visitabile nel comprensorio del Mugello e della Valdisieve)  è un luogo incantevole e speciale per lo scenario paesaggistico e naturalistico in cui è immerso.

La zona era nota agli storici e ai ricercatori già alla fine dell’Ottocento per il ritrovamento di frammenti ceramici con brevi iscrizioni etrusche, rinvenuti sporadicamente nella parte più elevata della collina in prossimità di Poggio San Martino.

Ad amplificare gli interessi degli archeologi si sarebbe aggiunto nel 1959 l’eccezionale ritrovamento di una splendida stele funeraria etrusca di tipo fiesolano, del VI sec. a.C. con bassorilievo raffigurante una figura maschile barbuta, attualmente conservata presso il Museo Archeologico di Dicomano.

Le successive campagne di scavo hanno portato infine al ritrovamento di un edificio etrusco dal vasto perimetro quadrangolare, probabilmente  il podio di un grande tempio o forse una residenza fortificata appartenente alla famiglia dei Velasna.

Nel periodo estivo l’Area Archeologica ospita numerosi eventi culturali come la rassegna di teatro, musica e conferenze “Estate Frascolana”. La location circondata da cipressi e querce secolari che domina le vallate circostanti offre agli spettatori e agli artisti che vi si esibiscono un contesto assolutamente esclusivo, che dà vita a performance uniche, grazie all’eccezionale bellezza del luogo stesso.

Dal 2008 Dicomano è sede del Museo Archeologico Comprensoriale del Mugello e della Val di Sieve, ubicato al piano terra del palazzo comunale,  che raccoglie le testimonianze archeologiche e storiche di tutto il comprensorio del Mugello, Alto Mugello e della Val di Sieve, con i reperti e i risultati degli scavi effettuati nei siti etruschi di Frascole a Dicomano, Poggio Colla a Vicchio e “I Monti” di San Piero a Sieve. Presenti inoltre reperti preistorici e materiali medievali e rinascimentali.  Un’attenzione particolare è stata dedicata ai più giovani, con pannelli tematici dedicati alla lingua etrusca e alla collocazione nel tempo dei periodi storici-archeologici. http://www.comune.dicomano.fi.it/museo-archeologico

Molto apprezzati sono i vini delle dolci colline, dai vini biologi, biodinamici e il Chianti Rufina, coltivati con passione sin dall’epoca etrusca, consigliabile una visita con degustazione in una delle varie cantine. Anche l’allevamento di carne bovina e l’agricoltura in generale rivestono un ruolo non indifferente per l’economia del paese, a cui vien reso merito ormai da anni con la Fiera di Maggio, fiera del bestiame e la Fiera d’Ottobre, dedicata ai frutti dell’autunno.

Per l’artigianato importante è la tradizione del ricamo, in particolare del  pizzo a tombolo, che viene tramandato come importante eredità del paese

La Pieve di Santa Maria

Probabilmente la chiesa fu edificata su una struttura pagana preesistente tra V e VI secolo, anche se i primi documenti relativi alla pieve risalgono al 1136, quando l’edificio appariva ancora inglobato nel castello dei Conti Guidi. In parte crollata con il terremoto del 1542, fu ricostruita con l’aula divisa in tre navate e nuovamente consacrata nel maggio del 1568. Ancora danneggiata dal terremoto del 1919, fu restaurata ad opera di Ezio Cerpi secondo l’aspetto medievalizzante che ancora la caratterizza.

L’interno è una vera e propria galleria d’arte, con opere pittoriche provenienti da varie chiese limitrofe ed eseguite tra XV e XIX secolo. Tra queste spiccano dipinti del Curradi, Ventura del Moro, Ghirlandaio e Santi di Tito. Notevole la terracotta invetriata dello “Sposalizio di San Giovacchino e Sant’Anna” opera attribuita a Santi di Buglione ed eseguita attorno al 1530, raro retaggio degli elementi di arredo precedenti il terremoto del 1542.

L’Oratorio di Sant’Onofrio

L’Oratorio di Sant’Onofrio è uno degli esempi più sorprendenti di neoclassicismo italiano.

Eretto tra il 1792 e il 1795 dalla nobile famiglia Delle Pozze su disegno di Giuseppe Del Rosso, il prestigioso monumento è preceduto da un portico con quattro colonne di pietra arenaria, sorreggenti un elegante timpano triangolare a sua volta sormontato dalle statue di due angeli e dell’Immacolata.

L’interno, ad unica navata, è delimitato da un impianto a sedici colonne con capitelli corinzi e caratterizzato da stucchi e fregi che impreziosiscono i due cori rialzati.

Insieme ad opere pittoriche minori, vi si conserva un’Immacolata Concezione dipinta da Lorenzo Lippi nel XVII sec. Nel coro, raccolta da una superba cornice intagliata, è collocata la splendida Madonna dello Spedale, opera a fresco proveniente dal demolito ospizio per i viandanti un tempo presente non lontano dall’attuale oratorio. Di autore ignoto, l’opera potrebbe appartenere ad artisti di scuola fiorentina attivi tra XIII e XV secolo.

Sant’Onofrio  è il santo patrono di Dicomano festeggiato il 12 Giugno sin dal 1453 per volere della Podesteria di “Belforte” da cui Dicomano all’epoca dipendeva.

Ufficio Cultura

presso comune di Dicomano – Piazza della Repubblica 3

Phone: + 39 055 8385408
Website: www.comune.dicomano.fi.it
Email: cultura@comune.dicomano.fi.it

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