Chiusi della Verna

“E poi che, per la sete del martirio, ne la presenza del Soldan superba predicò Cristo e li altri che ‘l seguiro. E per trovare a conversione acerba troppo la gente e per non stare indarno, redissi al frutto de l’italica erba, nel crudo sasso intra Tevero e Arno da Cristo prese l‘ultimo sigillo, che le sue membra due anni portarno.”
Paradiso, Canto XI

Così Dante sulla Divina Commedia, nel Canto del Paradiso, descrive Chiusi della Verna; ed è proprio da questa frase che inizia la scoperta del paese e del suo Santuario. Situati sulla parte meridionale del Monte Penna e incastonati in una faggeta secolare, all’interno del Parco delle Foreste Casentinesi, sono luoghi di pace e meditazione, ricchi di arte e storia, e principali luoghi religiosi artistici e naturalistici del Casentino.
La storia del Sacro Monte inizia nel 1213 quando il Conte Cattani, signore di Chiusi della Verna, donò il Monte a San Francesco d’Assisi affinché questi vi erigesse un convento. E sarà proprio nel Monte Sacro della Verna che il poverello d’Assisi riceverà nel 1224 le stigmate.
ll territorio di Chiusi della Verna fu anche uno dei luoghi cari al Genio del Rinascimento Michelangelo Buonarroti. Chiusi della Verna e i suoi paesaggi rimarranno talmente impressi nella mente dell’artista che ancora oggi possiamo riconoscerli ad ammirarli nelle sue opere più celebri. Una fra tutte è la Creazione di Adamo, nella volta della Cappella Sistina, dove possiamo distinguere il profilo del Santuario della Verna ma anche delle rocce, su cui è semidisteso Adamo. Si crede che Michelangelo abbia realizzato lo schizzo preparatorio dell’opere direttamente a Chiusi della Verna nel luogo ormai chiamato simbolicamente “Roccia di Adamo” (studio condotto da Prof. Percario e artista del posto A.Vivo).
Il territorio di Chiusi della Verna, situato all’interno del Parco delle Foreste Casentinesi, è ideale per chi ama le escursioni a piedi, MTB o a cavallo. Camminando per i sentieri che circondano la monumentale foresta di Chiusi della Verna, camminerete sui passi di San Francesco d’Assisi e di Michelangelo Buonarroti. Ripercorre i sentieri e visitare questi luoghi, con il lento cammino del pellegrino, in silenzio, fa rivivere i viaggi e le storie di epoche passate e permette di scoprire lo spettacolo di questa natura appenninica. La monumentale foresta con i suoi giganteschi abeti bianchi, faggi, e aceri montani alti anche fino a 50 metri ospita uno scrigno di biodiversità con ben 405 specie botaniche diverse tra fiori, erbe, alberi e arbusti. Qui nelle nostre foreste secolari si trovano grandi mammiferi come il regale cervo, caprioli, il lupo e l’aquila reale. Fare un’escursione fino alla cima del Monte Penna offrirà al turista un panorama straordinario che spazia sopra la Vallesanta, “una valle in cammino”, verso la Valtiberina e fino all’Emilia-Romagna. Nelle giornate più limpide la vista può arrivare fino al mare Adriatico, con una visione che fa trascorrere veloci i minuti e le ore, nel magico silenzio ovattato della foresta e dal muschio verde che ricopre i grandi alberi.

Per coloro che vogliono conoscere le antiche tradizioni e i sapori di una volta, la cucina del territorio di Chiusi della Verna, con i suoi prodotti locali provenienti dal bosco che la circonda, da origine a piatti gustosi e ricchi di sapore. I prodotti tipici sono: tortelli di patate, tortelli alla lastra (con patate, zucca o cavoloverza), Acquacotta,scottiglia, schiaccita con zibibo (panina) e lattaiolo. Oltre ai sapori della cucina, piaceri per il palato sono anche il pane di Rimbocchi, famoso in tutta la Provincia, i formaggi pecorini, raviggiolo e scottino ed infine il miele.

Santuario della Verna

La Verna, montagna sacra nel cuore del Casentino, fu donata a San Francesco dal conte Orlando Cattani di Chiusi nel 1213.
Si narra che quando San Francesco andò per la prima volta sulla montagna venne accolto da uno stormo di uccelli che con il loro battere di ali mostravano grandissima festa e allegria. Francesco vide in quel gesto un segno Divino, così la Verna divenne uno dei romitori nei quali ogni anno amava passare prolungati periodi di ritiro.
In questo stupendo posto immerso nel verde il 17 settembre 1224, San Francesco d’Assisi ricevette il sigillo delle stigmate.
Nel 1216 iniziö la costruzione dell’attuale Santuario con la Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Al Santuario della Verna sono visitabili i luoghi di vita e preghiera del Santo: il “letto”, lo spettacolare Sasso Spicco un’immensa roccia sospesa staccata su tre lati dove San Francesco amava meditare la passione di Cristo; la Cappella delle Stimmate, luogo in cui il Santo ricevette da Cristo l’ultimo sigillo delle stimmate, il precipizio da cui la vista scende verso la valle del Casentino fino a risalire sulla catena del Pratomagno.

L’arte al Santuario della Verna

Al Santuario della Verna si possono ammirare le Robbiane, terracotte invetriate di Andrea della Robbia realizzate negli ultimi anni del ‘400 e nei primi del ‘500, i dipinti di Baccio Maria Bacci, lungo il Corridoio delle Stimmate e il museo composto da sale quattrocentesche, raccoglie alcuni corali miniati, strumenti dell’antica farmacia, strumenti di laboratorio dell’antica spezieria e l’enorme “foco comune” del Santuario

Le tracce del tempo: Castello di Chiusi della Verna e il Castello di Sarna

Dominano su Chiusi della Verna, le rovine dell’antico Castello, risalente a prima degli anni 1000. Le prime notizie si hanno nel 967 quando Chiusi, al centro del feudo costituito da questo territorio, fu confermato dall’Imperatore Ottone I, sotto il dominio di Goffredo. Oggi purtroppo è rimasto ben poco dell’originaria costruzione, anche se parti di imponenti mura sembrano vegliare sul paese. Sarna, piccolo paese non lontano dal centro del Corsalone, ha una storia che affonda le sue radici in tempi antichi. La struttura attuale risale al XII secolo e in parte ha inglobato le antiche strutture castellane intorno al XV secolo il castello divenne di proprietà della famiglia Montini che ancora oggi ne è proprietaria.è possibile ammirare l’antica cinta muraria con la torre di accesso.

Vallesanta, una valle da scoprire

La Vallesanta, area silenziosa e naturale, si trova tra la Verna e Camaldoli. I suoi paesaggi incontaminati sembrano accompagnarci in un viaggio indietro nel tempo. Attraversata dalla Via Romea, per molti secoli è stata l’area più popolata del territorio di Chiusi della Verna, ed oggi i paesi che si incontrano lungo il percorso (Rimbocchi, Corezzo, Biforco, Val della Meta) nascono intorno all’anno mille nel periodo dell’incastellamento. Spostandosi dai centri abitati è possibile scorgere, lungo i famosi calanchi, alcuni borghi completamente disabitati, che danno origine a paesi fantasma, ricchi di fascino come Montesilvestre.

Località ricche di tesori

La Rocca, qui si trova l’antichissima Chiesa del VII secolo, dedicata a Sant’Agata, alla quale i goti erano molto devoti. La Chiesa ha subito varie trasformazioni nel corso del tempo. Attualmente vi si possono ammirare l’antica campana del 1240, un tabernacolo del 1497 e il crocifisso dell’artista Franco Cardinali del 1969. Vezzano, Pittoresco borgo di età Romana, nel Medio Evo fu l’avamposto del Castello di Chiusi. A circa 1 km da Chiusi, è costruito intorno alla Pieve di S. Maria Assunta, la “chiesa madre” di Chiusi della Verna dove si può ammirare un’antica fonte battesimale che risale al XI-XII secolo. Si tramanda essere stato qui battezzato Michelangelo Buonarroti.

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