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Chitignano

Ai piedi dell’Alpe di Catenaia, a metà strada tra Chiusi della Verna e Rassina, sorge il paese collinare di Chitignano. Il territorio del comune, abitato fin dai tempi degli Etruschi venne considerato un’importante via di collegamento con la Val Tiberina e la Valle del Savio come testimoniano gli insediamenti di Rosina e Taena. Nel medioevo fu conteso tra le nobili famiglie della zona e a partire dal 1261 il controllo della contea passò in mano agli Ubertini. Personaggio illustre che meglio rappresenta questa casata è Guglielmino degli Ubertini, il vescovo guerriero che guidò l’esercito ghibellino nella battaglia di Campaldino contro i fiorentini di parte guelfa alla quale partecipò anche il Sommo Poeta. A seguito della battaglia di Campaldino, lo scenario politico si era profondamente modificato ed i Conti di Chitignano, dopo un primo momento di indecisione, firmarono un atto con la Repubblica Fiorentina, riuscendo così ad ottenere una serie di benefici economici, che permisero loro di controllare ininterrottamente la contea per quasi 500 anni.

L‘eredità della signoria degli Ubertini è tutt’oggi visibile nelle coltivazioni di olivo e della vite, nelle sorgenti termali studiate fin dal 1600, nell’abbondanza di sorgenti e corsi d’acqua, un tempo fondamentali per la coltura del tabacco e per la produzione della polvere pirica; pratiche che, una volta proibite, spinsero la popolazione a ricorrere al contrabbando, che è stato per molto tempo la principale, se non unica, fonte di sostentamento per molte famiglie.

Numerosi sono i prodotti tipici che hanno caratterizzato la storia di Chitignano. Oltre all’acqua termale, imbottigliata e venduta fin dal 1600, era in passato largamente diffuso l’allevamento del baco da seta e della pecora, le cui carni si possono ancora oggi gustare nelle sagre paesane. La produzione di sigari e della polvere pirica, costituirono a lungo la principale fonte di sostentamento per molte famiglie, anche se tali manualità sono andate via via scomparendo, perché legate nel recente passato ad attività illegali di contrabbando (da metà 800 fino a metà del 900).
Dal punto di vista gastronomico, rimane forte la tradizione locale di produzione di grani antichi, olio, castagne, miele e zafferano, tutti ingredienti che si trasformano sulle tavole imbandite a festa sotto forma di Polenta, Castagnaccio e Panina. Quest’ultima è resa unica ed inimitabile dall’elevatissima qualità riconosciuta dello zafferano locale e dall’antico metodo di cottura rigorosamente in forni a legna

Castello dei Conti Ubertini
Nascosto tra secolari cipressi, si trova il Castello di Chitignano, dimora prescelta dagli Ubertini ed esempio architettonico di stratificazione di vari stili dove l’austera severità difensiva visibile dall’esterno, contrasta con la ricchezza decorative delle pitture tardo cinquecentesche dell’interno. L’inizio della costruzione dell’edificio risale al X secolo. Sorto inizialmente come avamposto militare, era infatti dotato di una cinta muraria di cui oggi ne rimane solamente il torrione semi circolare. Visitare il Castello è come fare un viaggio indietro nel tempo: dal Medioevo con la sua vecchia fortezza alla seicentesca dimora signorile di campagna. https://www.comune.chitignano.arezzo.it/il-territorio/il-castello-dei-conti-ubertini/

Sorgente termale “La Buca del Tesoro”
Percorrendo la strada che collega il paese alle frazioni di Rosina e Taena, si giunge ad un parco che sorge sulle rive del torrente Rassina conosciuto con il nome di Buca del Tesoro. A seguito di un’opera di scavo condotta intorno alla metà del 1800, per il recupero della sorgente di acqua ferruginosa, si venne a scoprire a diversi metri di profondità, dell’esistenza di antiche opere di canalizzazione.
L’acqua che sgorga ricca di bicarbonato di ferro, carbonato di calcio e acido carbonico, era un tempo ricercata ed apprezzata per guarire alcune malattie.
La Buca del Tesoro ed il mito dell’acqua miracolosa di Chitignano vengono descritti anche da Emma Perodi in una dei suoi racconti raccolto nell’opera le “Novelle della nonna”.
Oggi il sito si presenta come importante area di sosta ed il parco viene frequentato, soprattutto nei mesi estivi, per goderne la quiete e l’aria pura.

I borghi di Rosina e Taena
I borghi di Rosina e Taena sono le frazioni più importanti del comune, entrambi di origine Etrusca come testimoniano i loro toponimi (Rusina e Tagena) e il ritrovamento di statuette bronzee risalenti al V secolo A.C. Le statuette, oggi conservate al Museo Archeologico di Arezzo, raffigurano divinità e danno valore all’ipotesi di un vero e proprio culto delle acque nella zona fin da tempi antichi. In entrambi i borghi sono visitabili le chiese in stile romanico, rispettivamente di Santa Margherita e di San Jacopo e la campagna circostante è quasi completamente coltivata con olivi secolari ed alberi da frutto.

Ecomuseo del Contrabbando del Tabacco e della polvere da Sparo
L’Ecomuseo illustra e documenta la produzione di polveri piriche, singolare attività economica sviluppatasi a partire dall’Ottocento, che ha interessato gran parte della popolazione dell’antico feudo di Chitignano. Parallelamente a questa attività si andò definendo anche la pratica del contrabbando sia di polvere da sparo che di tabacco. Ancora oggi, in luoghi nascosti ed immersi in mezzo alla natura, è possibile visitare i siti dove veniva prodotta clandestinamente la polvere pirica che insieme al tabacco spingeva i contrabbandieri ad avventurarsi in viaggi in solitaria fino alla Romagna o alla Maremma toscana. https://ecomuseodelcasentino.it/content/ecomuseo-della-polvere-da-sparo-e-del-contrabbando

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