Castel San Niccolò

Situato nell’alta valle del Solano, il Comune di Castel San Niccolò trae nome e origine dall’omonimo castello dei Conti Guidi, che sovrasta imperioso il paese di Strada, un tempo noto come Borgo alla Strada, in opposizione a Borgo alla Collina, una delle sue frazioni più grandi insieme a quella di Cetica.

Il castello, sulla cima dell’altura, detta Ghianzuolo, è uno dei castelli più suggestivi del Casentino, fu dimora dei Conti Guidi fino al 1349, quando gli abitanti si ribellarono e si sottoposero alla Repubblica fiorentina. All’ingresso del borgo castellano la Torre con Orologio, con quadrante a 6 ore, l’antica chiesa di San Niccolò, da cui il nome del castello, oggi sede dell’Ecomuseo della Civiltà Castellana, la Podesteria e la Cappella del Crocifisso.

Strada in Casentino, nata come luogo di mercato per tutta la Valle del Solano, è il borgo di maggior estensione e sviluppo, con la sua piazza e le sue “Logge del Grano” in pietra locale, sede per anni della Mostra della Pietra Lavorata, rassegna di manufatti realizzati da artisti e maestri scalpellini, con il cinquecentesco Oratorio della Visitazione accanto al Palazzo Vettori Tommasi

Collocata su un percorso viario, che si distaccava dalla via Maior, la Pieve di S. Martino a Vado, vicino all’antico guado (Vado) del Torrente Solano. Costruita per volere delle Contessa Matilde di Canossa, ricordata in documenti del 1028, mantiene, unica tra le pievi casentinesi, la facciata originaria e un interno con interessanti capitelli con decorazioni a motivi vegetali e zoomorfi.

Strada è il Paese della pietra lavorata, con le antiche cave di pietra serena e la maestria degli scalpellini locali. Nel Collegio, villa nobiliare trasformata in Collegio dei Gesuiti prima e dei Salesiani dopo, ha sede l’Ecomuseo della pietra lavorata. Da visitare il giardino delle Panchine d’autore in piazza Vittorio Veneto e la Galleria di S. Francesco con opere di autori nazionali e internazionali.
A Cetica, famosa per la sua Patata rossa, oltre alla Chiesa di S. Michele, con il Trittico di Bicci di Lorenzo, l’Ecomuseo del Carbonaio, fino verso la metà del XX secolo una delle attività più rappresentative di tutto il comune di Castel San Niccolò. Una full immersion alla scoperta dello stile di vita, dello strumentario, della carbonaia ricostruita in dimensioni reali.
A Pagliericcio L’antico Mulino ad acqua della Famiglia Grifoni. Da queste antiche macine, in vera pietra, da oltre quattrocentocinquanta anni escono ancora oggi diversi tipi di farina.

A Borgo alla Collina, nella Chiesa di S. Donato, si trova la tomba monumentale di Cristoforo Landino, autore del Comento sopra la Comedia. Nel Castello, donato dal comune di Firenze a Cristoforo Landino, come premio dei suoi servigi, ha sede l’insigne Accademia Casentinese. Alla presidenza dal professor Vittorio Vettori, scrittore critico e letterario, all’avvocato Dante Ricci, grande conoscitore di Dante, divenuto famoso per aver creato “eventi” legati alla figura del poeta, come il processo a Dante, 16 aprile 1966, celebrato nella Chiesa di S. Francesco in Arezzo. Si deve anche a questa importante attività il fatto che l’Accademia abbia acquisito da allora la rinomanza di accademia dantesca.

Pieve di San Martino a Vado

Visitando la pieve di S. Martino a Vado, ci immergiamo di colpo in uno spazio pensato e realizzato quasi 1000 anni fa. Quando la pieve fu costruita pochissimi sapevano leggere e scrivere, le immagini quindi, oltretutto rare, assumevano un ruolo prezioso, quello di richiamare alla mente delle persone che vi entravano, tutto ciò che fosse importante conoscere: il messaggio religioso era trasmesso attraverso di esse, la cosiddetta “Bibbia dei poveri”.

Entrando nella pieve appaiono davanti agli occhi del visitatore i bellissimi capitelli delle colonne monolitiche, ancora intatti nel loro splendore che raccontavano allora e raccontano oggi la grande Storia.

Castello dei Conti Guidi

Oltrepassato il ponte sul Solano, due strade ci conducono al Castello: la vecchia strada, solo pedonale, ripida e stretta e quella carrozzabile. Se decidiamo per la prima, alla fine siamo accolti dall’imperiosa Torre dell’orologio e dalla porta che ci introduce magicamente nel Borgo del Castello, che ci aspetta per raccontarci la sua storia e farci ripercorrere, anche grazie all’Ecomuseo della civiltà castellana e ai suoi abitanti, sempre pronti ad accoglier chi arriva, momenti di vita lontana. E poi imponente ci appare il Castello.

Collegio

Una doppia scalinata semicircolare e ci troviamo nell’immenso piazzale con loggiati del Collegio, splendida struttura, recentemente ristrutturata. Oggi una parte è occupata da appartamenti. Nell’altra un piccolo teatro storico e una grande sala polivalente gestiti da “Collegio spazio eventi by Proloco Di Strada in Casentino” che sono stati la cornice di indimenticabili eventi.

Nella ex Chiesa l’Ecomuseo della pietra lavorata che continua il legame con una tradizione fortemente radicata nel nostro Comune: la lavorazione della pietra.

Molinvecchio

Risalendo il corso del Solano, a Pagliericcio, incontriamo il molino ad acqua di Molin Vecchio ancora funzionante e gestito da generazioni dalla famiglia Grifoni. Mentre si acquistano farine o altri prodotti locali della terra, si può vedere la macina che gira e la farina che scende. Se ad essere macinate sono le castagne, un dolce aroma si espande dentro e fuori il molino.

I proprietari poi, sempre volentieri, insieme ai loro prodotti, si offrono per raccontare la storia e il funzionamento del loro molino.

Cetica

Vicino alla chiesa è presente l’Ecomuseo del Carbonaio, curato dalla Proloco “I Tre Confini” di Cetica, nel quale si può prendere coscienza del mestiere del carbonaio (stile di vita, capanna, strumentario e carbonaia ricostruita in dimensioni reali), che è stato fino verso la metà del XX secolo una delle attività più rappresentative di tutto il comune di Castel San Niccolò. Accanto al museo è presente anche la Banca della Memoria, ospitata nell’ex scuola elementare del paese, che si propone come conservatrice della vita rurale della popolazione di Cetica, portando avanti i temi dell’educazione alimentare, delle manifatture tradizionali. Inoltre la località è resa famosa anche per la sua produzione di castagne, marroni, fagioli, funghi porcini e per la patata rossa.

Accademia casentinese

Nasce nel 1967 come Accademia Dantesca per la Lectura Dantis. Entrando nella bella sala all’interno del Castello del Landino, il visitatore è colpito, oltre che dal busto di Dante, dall’imponente cattedra lignea, proveniente da Orsanmichele di Firenze e già usta lì allo stesso scopo.

“L’Accademia si propone di far rivivere la nobile tradizione umanistica del Casentino mediante un rinnovato impegno di cultura anche a livello internazionale e di favorire il progresso economico della valle in tutti i settori, principalmente in quello turistico, artigianale e agricolo- forestale, in armonia con gli Enti locali e con gli Organi di sviluppo e di promozione esistenti”. Così proclama lo statuto.

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