skip to Main Content

Borgo San Lorenzo

San Lorenzo, patrono di Borgo e qui festeggiato con iniziative religiose e civili, ci ricorda che nelle notti d’agosto cadono le sue lacrime; ed è facile nelle colline che contornano il paese sdraiarsi sotto un cielo buio –che in città ormai è impossibile trovare– e cercare una stella cadente esprimendo un desiderio.
Cuore del centro storico, caratterizzato dalla porta Fiorentina e dell’Orologio, parte delle antiche mura medievali del 1351, è la maestosa Pieve di San Lorenzo, risalente al 941. Il più grande degli edifici romanici del contado fiorentino conserva un’incredibile ricchezza di opere d’arte medievali e moderne, tra cui una Madonna con bambino attribuita al giovane Giotto.
Poco distante dal centro è l’Oratorio del Santissimo Crocifisso dei Miracoli, eretto nel ‘700 per ospitare un Crocifisso ligneo ritenuto miracoloso. Nelle vicinanze, circondata da un parco abitato da alberti secolari, l’antica Villa Pecori Giraldi ospita eventi temporanei e la collezione permanente del Chini Museo, dedicato alla produzione artistica della famiglia e al suo esponente più famoso, l’artista di fama internazionale Galileo Chini (1873-1956).
I dintorni di Borgo San Lorenzo offono la possibilità di praticare sport all’aperto ed escursioni sulle dolci colline che circondano il capoluogo o all’interno del magnifico Parco Giogo Casaglia, caratterizzato da scenari sublimi e selvaggi. Vasta e gustosa l’offerta gastronomica e le sagre tematiche durante tutto il corso dell’anno.

Tra le eccellenze gastronomiche del Mugello è il tortello di patate, un quadrato di pasta all’uovo con un ripieno di patate bollite che deve la sua tradizionalità alla particolare combinazione degli ingredienti, rimasti gli stessi nel tempo.
Nel 1400 ne scrive Luigi Pulci, poeta alla corte di Lorenzo il Magnifico della famiglia Medici, originaria del Mugello: “Ma soprattutto del buon vino ho fede / Credo che sia salvo chi gli crede / Credo nella torta e nel tortello / L’uno è la madre e l’altro il suo figliolo…
Come molte ricette d’eccellenza, anche il tortello nasce come piatto povero; il ripieno diventa di patate soltanto verso la metà del 1800, offrendo un’alternativa a quello di castagne.

Incantevole è la passeggiata a piedi che da Grezzano conduce al Museo della Civiltà Contadina di Casa d’Erci, casa colonica con ricostruzioni di ambienti d’epoca e una ricca raccolta di attrezzi agricoli di secoli scorsi. Dal Museo è possibile effettuare escursioni o fermarsi a fare un pic-nic nell’area appositamente attrezzata. Nelle vicinanze è il Mulino ad acqua Faini  risalente al ‘400.  Da non perdere è la visita al Mulino ad acqua Margheri alla Madonna dei Tre Fiumi, probabilmente risalente all’anno 845 ed ancora perfettamente funzionante. Proseguendo fino al Passo della Colla di Casaglia, numerosi itinerari a piedi o in mtb si snodano all’interno del complesso forestale Giogo Casaglia.

Nel centro del paese, di fondazione romana, è la Pieve di San Lorenzo, costruita su quello che fu il tempio di Bacco; documentata già nel 941, è ricca di opere d’arte sacra di importanti maestri originari del Mugello, tra cui una Madonna con bambino del giovane Giotto, un San Sebastiano e Santi del Bachiacca e l’abside, dipinto nel 1906 dall’artista liberty Galileo Chini. A lato della facciata, a destra, è un tabernacolo in terracotta policroma dedicato a San Francesco d’Assisi, opera dei Chini,  e di fronte l’Oratorio di S. Omobono, con bellissime vetrate liberty opera della stessa dinastia borghigiana di pittori, ceramisti e decoratori. Caratteristico è il campanile, che riporta la data 1263, impostato direttamente sull’abside semicircolare della chiesa e costruito in laterizio in forma di semidodecagono irregolare. Una curiosità: l’altezza della torre campanaria sembra variare sensibilmente a seconda del punto di vista dell’osservatore, e con la sua forma atipica svetta sui tetti degli altri edifici conferendo un profilo inconfondibile all’orizzonte.

Tra gli altri edifici storici, la duecentesca Chiesa di San Francesco ad aula unica in stile gotico, con resti di affreschi trecenteschi e cappella terminale, contigua all’Oratorio del Santissimo Crocifisso dei Miracoli, eretto nel ‘700 per ospitare una Croce lignea dipinta, probabile opera di Giovanni Pisano (XIV secolo), qui lasciata nel ‘400 da alcuni pellegrini tedeschi che fuggivano dalla peste. Al Crocifisso sono stati attribuiti numerosi miracoli: la cessazione della pestilenza nel 1400, minori danni subìti da Borgo San Lorenzo nel 1542 in occasione di un violento terremoto, la liberazione dai francesi nel 1799.

A breve distanza è il Chini Museo, ospitato all’interno della magnifica Villa Pecori Giraldi che ospita il Chini Museo, dedicato alle opere e alla storia di Galileo Chini e della sua famiglia, il Chini Contemporary, sezione di esposizioni temporanee di arte contemporanea e il Museo dei bambini, spazio per la sperimentazione e laboratori. Dal 2017 Borgo San Lorenzo è stata annoverata tra le 40 “Città della Ceramica” riconosciute dal Ministero dello Sviluppo Economico, ed è possibile seguire un itinerario liberty nel paese e nel  territorio.

Lungo la strada Faentina verso il Passo della Colla, a pochi chilometri da Borgo San Lorenzo, un pittoresco filare di cipressi conduce alla Pieve di San Giovanni Maggiore, risalente al X secolo; inconsueto è il campanile dell’XI secolo a sezione ottagonale, impostato su basamento quadrato. Nell’interno, spiccano un ambone marmoreo del XII secolo e le vetrate dei Chini.

Prima di Ronta, toponimo etrusco, si scorge in alto la collina di Pulicciano; dell’antico Castello degli Ubaldini resta oggi la Chiesa di Santa Maria, del quale era probabilmente cappella.

L’edificio attuale, in stile neogotico, risale alla fine dell’Ottocento e presenta decorazioni ceramiche della Manifattura Chini; il 24 luglio 1927 fu inaugurata la lunetta della facciata in maiolica policroma raffigurante l’Assunta e l’antico castello di Pulicciano sullo sfondo.

Un’iscrizione posta nel 1921 volle invece celebrare l’anniversario della morte di Dante Alighieri: “Questa Rocca avvezza per più secoli ad assedi e battaglie – oggi nel secentenario della morte di Dante fra i resti delle mura accoglie il ricordo dell’assalto e della fuga di Scarpetta degli Ordelaffi con i fuoriusciti fiorentini e delle aspre vendetta di Fulcieri de’Calboli nel marzo del 1303 lieta dello scampo di Dante ed ora per auguri di pace guatò gli abitanti del suo Pulicciano e di Ronta 1321-1921”.

La battaglia di cui si parla si svolse il 12 marzo 1303 e vide la clamorosa sconfitta della lega dei ghibellini e guelfi bianchi esiliti da Firenze, da parte del podestà di Firenze, Fulcieri da Calboli, guelfo nero. In quell’anno Dante era sotto la protezione dello stesso Scarpetta degli Ordelaffi, Signore di Forlì e capo dei ghibellini di Romagna, presso il quale svolgeva le funzioni di segretario.

 

 

Offerte e Pacchetti

Segui su Facebook tutti gli aggiornamenti, eventi e
informazioni personalizzate…

Guarda su Instagram le straordinarie bellezze
dell’arte e del territorio…

Back To Top