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Bibbiena

Collocata al centro della Valle del Casentino, dove scorre il primo tratto del fiume Arno, Bibbiena è posta su un colle a 425 metri di quota che la rende visibile e allo stesso tempo un ottimo punto panoramico su gran parte della vallata, a nord verso il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e sull’intero massiccio del Pratomagno. Importante centro casentinese, le cui origini risalgono alla seconda metà dell’XI, il suo tessuto urbanistico è arricchito da notevoli palazzi rinascimentali e da importanti edifici religiosi come il Santuario di Santa Maria del Sasso, che custodiscono pregevoli opere d’arte. Lungo la via di accesso principale al borgo vi è la chiesa di San Lorenzo con le sue terrecotte robbiane. Dopo aver ammirato il panorama da Piazza Tarlati, si possono visitare la Propositura dei Ss. Ippolito e Donato, ricca di capolavori tra cui un trittico di Bicci di Lorenzo, l’oratorio di San Francesco, piccolo gioiello rococò, e il museo archeologico “Piero Albertoni”, con reperti preistorici, etruschi e romani. Interessanti anche il teatro Dovizi, per architettura e spettacoli offerti, ed il CIFA, che propone mostre fotografiche di altissimo livello. Infine, immerso nella pace della campagna bibbienese, troviamo il santuario di Santa Maria del Sasso, anch’esso ricco di splendide opere d’arte.

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Anche il territorio comunale di Bibbiena offre splendidi scorci paesaggistici e centri abitati di grande interesse storico, artistico e ambientale. A valle, sulla sponda destra dell’Arno, si trova il borgo di Terrossola, nella cui chiesa è conservato il capolavoro del pittore Bernardo di Stefano Rosselli; poco distante, lungo il torrente Corsalone, si trova invece il paese di Campi, particolarmente frequentato in estate da tutti gli appassionati dei bagni nell’acqua limpida del fiume. Sulla strada che conduce alla Verna è da segnalare l’antichissimo centro di Gressa con i ruderi del suo castello. Salendo verso Camaldoli, lungo il torrente Archiano, nominato anche da Dante nel V canto del Purgatorio, si trova Soci con la seicentesca Villa La Mausolea, e a seguire il paese di Partina con la sua pieve e il castello arroccato. Proseguendo in direzione Camaldoli, infine, arriviamo a Serravalle, piccolo borgo medievale nel cuore delle foreste casentinesi.

 

 

Il progetto “Galleria a Cielo Aperto”, curato dalla FIAF in collaborazione con il Comune di Bibbiena, ha portato alla realizzazione della prima galleria a Cielo Aperto in Italia, con cui le vie del borgo diventano veri e propri corridoi museali. I nomi scelti per le installazioni sono nomi di spicco del panorama fotografico italiano, come Marina Alessi, Vasco Ascolini, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin e molti altri.

La terrazza panoramica adiacente alla piazza principale del paese è stata invece abbellita dalle opere di Stefania Adami, Francesco Comello, Enrico Genovesi, Raoul Iacometti, Fabrizio Tempesti e Marco Urso che vanno a chiudere, completandolo, il percorso della mostra.

Per chi desidera affrontare una passeggiata o una pedalata rilassante e poco faticosa, non può che scegliere il territorio di Bibbiena. La ciclopista Buonconte da Montefeltro è il percorso di circa 6 km, lungo il torrente Archiano, che da Bibbiena Stazione conduce a Soci e Partina per poi proseguire, lungo un tratto più impegnativo, verso Camaldoli. Nel V Canto della Divina Commedia, Dante cita questo corso d’acqua a proposito della morte di Buonconte che dopo esser stato ferito nella Battaglia di Campaldino raggiunge la foce dell’Archiano in Arno. Qui la corrente trascina via il suo corpo, mai ritrovato. Per raggiungere questo mitico luogo da Bibbiena Stazione dobbiamo attraversare il fiume Arno e proseguire lungo la ciclopedonale Bibbiena – Case Macee.

Data la sua natura, il territorio offre molti prodotti del bosco, come funghi, castagne e frutti selvatici. Una menzione particolare va al miele, prodotto sia da piccoli apicoltori che da aziende di rilievo nazionale. Si sa che il miele chiama il formaggio, che qui non manca: tra le varietà spiccano soprattutto il pecorino, la ricotta e il raviggiolo. Oltre che per i prodotti, il territorio si distingue anche per i suoi piatti tipici: baldino, polenta di castagne, minestra di pane e, per chi capita nel periodo pasquale, le nostre ciambelle all’anice dette “berlingozzi” e la “panina”, un pane dolce arricchito con uvetta, magari accompagnati con un bel bicchiere di vino dei monaci della Mausolea.

Santuario di Santa Maria del Sasso
Immerso nella campagna Bibbienese, il Santuario di Santa Maria del Sasso è un luogo che coniuga arte e devozione. Il Santuario prende il nome dal masso sopra al quale è costruito, che fu al centro di apparizioni mariane a partire dal 1347.
Il Santuario, Monumento Nazionale dal 1899, è ancora un centro spirituale attivo oltre che uno scrigno di opere artistiche di grande bellezza. L’architettura rinascimentale è valorizzata dal contrasto tra il grigio dei profili in pietra e il bianco dell’intonaco.
All’interno della Chiesa si possono ammirare una Madonna con Bambino di Bicci di Lorenzo, collocata sull’altare maggiore al centro di un piccolo tempio, delle splendide terrecotte robbiane e una Natività della Vergine di Jacopo Ligozzi.
Al piano inferiore si trova la cappella della Madonna del Buio, in cui ogni anno viene allestito un suggestivo presepe che richiama visitatori da tutta la valle e che propone ogni volta un concetto diverso legato ai temi dell’attualità.

Teatro Dovizi
L’edificio fu progettato nel 1842 dall’architetto Niccolò Matas, lo stesso che realizzò l’Oratorio dedicato a San Francesco che si trova nella via sottostante. Questo teatro è dedicato a Bernardo Dovizi, cardinale e segretario di Giovanni de’ Medici, che divenne papa con il nome di Leone X. Dovizi fu anche autore dell’opera La Calandria, una divertente commedia in cui l’elemento di novità era costituito dalla scrittura in prosa e non in versi.
Il Teatro è stato ristrutturato in stile “bibienesco”, cioè quello della famiglia dei Galli detti Bibiena per le loro origini, che per oltre 150 anni lavorarono come pittori, architetti e scenografi presso le principali corti d’Europa e costituisce un vero e proprio gioiello per il paese, sia per la bellezza della sua architettura che per la qualità dei suoi spettacoli.

Museo Archeologico
Il Museo Archeologico del Casentino “Piero Albertoni” si trova all’interno delle scuderie di Palazzo Niccolini nel centro storico di Bibbiena e offre una panoramica sulla storia antica dell’intera valle. L’esposizione segue un criterio cronologico e accompagna il visitatore attraverso varie epoche, dalla Preistoria alla tarda età romana passando per il periodo etrusco.
La sala centrale del museo è dedicata ai reperti provenienti dal Lago degli Idoli, sito archeologico sul Monte Falterona, il cui nome si deve alla grande quantità di statuette votive in bronzo di epoca etrusca qui ritrovate. Queste, come un piccolo esercito, fanno mostra di sé all’interno di una grande teca che ne valorizza la bellezza e sembra ricollocarle nell’ambiente acquatico dal quale provengono, come fossero quasi sospese.
Il Museo è anche infopoint ufficiale della Via Romea Germanica, recentemente riconosciuta come Rotta Culturale Europea da parte del Consiglio d’Europa.

I Della Robbia a Bibbiena
A livello artistico probabilmente il trait d’union dell’intera valle è costituito dalle cosiddette robbiane, opere in terracotta invetriata la cui invenzione si deve a Luca della Robbia e che spopolarono letteralmente tra la seconda metà del 1400 e la prima metà del 1500.
La grande innovazione dei Della Robbia fu quella di prendere un materiale povero come la terracotta e renderlo splendente come il marmo, grazie all’uso di particolari vernici. Queste sculture erano anche resistenti e facili da trasportare perché realizzate in più parti, ecco perché le troviamo un po’ in tutto il Casentino e Bibbiena non fa eccezione.
I colori principali di queste terrecotte sono il bianco e il blu che richiamano la pace e la purezza.
A Bibbiena le robbiane si possono ammirare all’interno della Chiesa di San Lorenzo, dove sono presenti una Natività con adorazione dei pastori e una Deposizione dalla Croce, entrambe della bottega di Luca il Giovane, che riportano sia lo stemma di Papa Leone X sia del Cardinal Dovizi.
A Santa Maria del Sasso, sui quattro lati del tempietto centrale, corre un bellissimo fregio di cherubini, mentre sulla parete destra, a chiusura del nostro percorso, vi è un Ecce Agnus Dei realizzato dalla bottega concorrente, quella dei Buglioni, che iniziarono lavorando per i Della Robbia per poi rubare il segreto della loro arte.

Ufficio Informazioni Turistiche di Bibbiena
via Berni n 21, 52011 Bibbiena (AR)
tel. 0575.595486 – 956527
bibbiena.turismo@gmail.com

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